Una caratteristica che non si può non riconoscere ad Eugenio Filograna è la coerenza delle proprie idee. Con il passaggio da Forza Italia all’Udr, e successivamente al Gruppo Misto (La Gazzetta del Mezzogiorno, 7 ottobre 1999, Il Quotidiano, 8 ottobre 1999), il senatore Filograna ha dimostrato, esempio raro nella classe politica italiana, il coraggio di una scelta ponderata e serena, per tener fede all’impegno con gli elettori ed al proprio programma, un impegno preciso nei confronti dei suoi sostenitori.
Una scelta rischiosa per Eugenio Filograna, che non ha avuto paura di essere accusato di aver cambiato bandiera, in un mondo dove chi non mantiene fede al proprio programma dovrebbe avere il coraggio di abbandonare la scena.
Un suo intervento sull’EspressoSud (marzo, 1999) illustra come attuando con entusiasmo una linea politica coraggiosa, per la nascita di un vero centro riformatore, Eugenio Filograna abbia operato senza ricorrere a vuote promesse o inutili garanzie, ma fondando il proprio impegno sulla concretezza dei programmi per gli obiettivi da raggiungere con precise modalità operative.
L’onorevole Filograna non si è tirato indietro nel criticare l’operato della Regione Lombardia (La Repubblica, 18 Marzo 1999), rimarcando l’uso personale della legge regionale che ha delegato le categorie economiche locali ad un ruolo modestissimo.
Il senatore Eugenio Filograna si è battuto contro l’esasperazione dei rapporti tra i palazzi della giustizia e quelli della politica, che hanno portato il cittadino, con ragione, ad avere sempre meno fiducia nelle istituzioni, nello stato e nella magistratura.
Il 30 luglio del 1998, il senatore Eugenio Filograna, allora nel gruppo di Forza Italia, presentò una particolareggiatissima interrogazione agli ex ministri del Lavoro e delle Finanze del governo Prodi, Treu e Visco, per sapere i dati della tante volte promessa indagine amministrativa sullo scandalo delle pensioni della legge Mosca, grazie alla quale sindacalisti, funzionari dell’ex Pci, portaborse ex Dc e socialisti beneficiano di pensioni agevolate. Questa legge è costata all’erario oltre venticinquemila miliardi di lire.