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IL LAVORO | LA FLESSIBILITÀ

Eugenio Filograna sottolinea il fatto che tutti i più grandi economisti convengano sull'esigenza di inserire autonomia e flessibilità nella prestazione di lavoro. É questa per Filograna, come descrive in un articolo scritto per ItaliaOggi (11 Marzo 1999), la ragione principale che ha originato un processo di spontaneo e progressivo spostamento verso nuove tipologie di occupazione, non direttamente riconducibili a quelle tradizionali del lavoro autonomo e del lavoro subordinato, dotate di proprie peculiarità, osserva il senatore Filograna, neppure omogenee. Si tratta, per l'appunto, di quelle forme di lavoro atipiche che si svolgono con modalità di continuità e coordinamento con l'attività del committente e che sono finalizzate proprio ad assecondare nuove esigenze del mercato o i suoi mutamenti.
Eugenio Filograna è onesto nel riconoscere che alcuni lavori atipici costituiscono il tentativo di eludere disposizioni vigenti in materia di lavoro subordinato. Ma il senatore Filograna non è ingenuo, e quindi non si stupisce se queste pratiche vengono favorite dal sistema lavoristico odierno, vincolato alla contrattazione collettiva. La contrattazione collettiva, secondo Eugenio Filograna, impone costi fiscali e contributivi elevatissimi, disincentivando le assunzioni e incentivando il lavoro nero. Prevede retribuzioni nette basse e detta una regolamentazione incentrata sugli aspetti dell'assunzione e del recesso, che è la più rigida del mondo industrializzato, osserva l'onorevole Filograna.
Secondo Eugenio Filograna questa situazione costringe ciascun lavoratore a cercare la propria libertà contrattuale attraverso queste forme di lavoro autonomo simulato. É un diritto riconosciuto dal codice civile che può essere esercitato solo in sede di contrattazione individuale, a livello aziendale, in deroga alla disciplina nazionale di categoria.
Ecco come prende forma la ratio di tali forme di lavoro atipico, nota il senatore Filograna: esse costituiscono una ”scappatoia” alla rigidità del mercato del lavoro, che così destrutturato garantisce chi è dentro, ma ostacola l'ingresso di chi è fuori. Rimane innegabile, afferma Filograna, che questi prestatori di lavoro atipico vadano in ogni caso tutelati, soprattutto nell'ambito di sicurezza, previdenza, maternità.

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